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ed umanismi contemporanei


19 febbraio 2016 (anno bisesto)

«La Manuzio non s’interessa dei lettori... L’importante, dice il signor Garamond, è che non ci tradiscano gli autori, senza lettori si può sopravvivere.»




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grafagrafa blu
Paginette sparse per «birbanti naviganti»

È da poco online per tutti «Grafagrafa blu». Una nuova sezione che ospita alcune paginette estemporanee dedicate ai giovanissimi. Si tratta di una sintesi di letture e attività sviluppate per contesto diverso che tuttavia questa redazione ha ritenuto di qualche utilità generale, avviandone dunque la pubblicazione anche nel sito.

Si inizia, del tutto casualmente, con pagine «matematiche». Altre seguiranno, specie di argomento più affine ai nostri temi.




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the quick brown fox jumps over the lazy dog
Una musica celebra la stampa a caratteri mobili

Girato presso il laboratorio tipografico del prestigioso editore Tallone, un video è occasione per gustare buone sonorità e intravedere affascinanti frammenti di tecnologia tipografica.

Il tema principale, interpretato dal Coro «dei Piccoli» e «dei Giovani» Cantori di Torino, è formato dalle famose nove parole che comprendono le principali lettere dell’alfabeto occidentale, e che vengono utilizzate per confrontare al volo distinte tipizzazioni: The quick brown fox jumps over the lazy dog​. L’iniziativa è parte del lavoro del compositore Bob Chilcott, I cinque giorni che hanno cambiato il mondo. La rivoluzione della stampa è il primo evento della sua lista.

Ringraziamo l’editore Tallone per avercene fatto cortese cenno.

il video è visionabile qui....

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MAMP

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Due cosoni

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Esempi: logotipo



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Siamo tutti grafici. O no? No!

La grafica è una disciplina non una funzionalità software

La grafica è una disciplina, non una funzionalità software. Caratteristica spiccata della nostra epoca è la diffusa illusione di avere accesso a tutto: che il mondo sia un’esposizione di cose sempre misurabili con una qualche contropartita, in genere economica, che tempo, fatica, competenze siano comunque magicamente condensabili attraverso i celebrati «progressi della tecnica», che ogni cosa sia lì, quasi di diritto, a portata di mano.

Ad indurre questa propensione dell’animo, in parte anche giustificata, vi è un complesso di ragioni. Lo sviluppo della virtualizzazione è certamente una di queste, fenomeno giovane che ancora fatichiamo a gestire. Vi partecipano anche la contrazione dei tempi nei flussi mediali, l’ampliamento di campo nella diffusione delle cose e delle informazioni, la moltiplicazione delle modalità di contatto interpersonale, ecc., citando solo alcune componenti affini ai nostri temi.

Tipicità del nostro tempo! Sedimentata nella nostra cultura, dovrebbe però anche ritrovarsi la consapevolezza che, tra il poter fare e il fare, tra potenza ed atto — come direbbero i filosofi — molto ne passa.

Figlio di medico, una delle più comuni e ineludibili consuetudini cui mi capitava di assistere era la richiesta, più o meno laterale, di consulti clinici volanti o, ancora più arditamente, l’esplicito sollecito a confrontare diagnosi e terapie autodeterminate, del tutto infondatamente. Così, a seguito di incontri casuali e fugaci, ma spesso anche in contesti di fresca presentazione. Il più delle volte non ne potevano risultare che moniti generali e di circostanza e, dall’altra parte, altrettanto poco convinti assensi: «Se lo dice lei...».

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