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piccoli testi per lungo

Parola di calcolatore!

Qualche idea per pensare semplice...

 

— Accidenti c’è da fare matematica!

Bleeeh, proprio non la sopporto! Mi piacerebbe avere una magia segreta e... «Trick-Track-Truck!», conti risolti!

— Bene! Allora un segreto te lo voglio svelare io...

— Io chi? E tu chi saresti? Da dove salti fuori?

Ma guarda un po’...

— Io sono il processore che abita dentro questo coso qui che stai guardando. Sono un esperto di calcoli, io. Da quando mi hai acceso ne ho già fatti almeno un triliardo!

— Uuuuuuuh! Ma scusa... un che?

Cosa sarebbe... un biliardo con tre palline?

— Un triliardooo! Il numero di mille miliardi di miliardi! Insomma, più o meno... non ricordo bene. Sai io faccio un sacco di calcoli ma poi me li dimentico quasi subito. Tu piuttosto... chi sei?

— Quello che deve fare gli esercizi per casaaa!

Mi ci vorrà un triliardo di ore!

— Ma dai! Per fare qualche esercizio non serve così tanto tempo, basta appena qualche minuto. E nemmeno servono magie «Trick-Track-Truck!», quelle esistono solo dentro le favole. Però è possibile trovare il modo giusto per fare i calcoli senza farsi venire il mal di testa, o di pancia, se preferisci.

— Io non preferisco un bel niente!

— Quando vedi qualcuno che fa i conti allegramente, non è che in tasca ha una magia. È solo che sa come si fa. E «come si fa» è semplice, non difficile. È proprio questo il segreto segretissimo! Ssssttt...

— Ma che segreto sarebbe, questo qui?

— Il segreto più importante! Anche se spesso lo si dimentica. Ad esempio, se vediamo una certo tipo di calcoli lunghi e pieni di numeri, ci spaventiamo e cominciamo a pensare difficile! Crediamo che una certa cosa sia così ingarbugliata che per capirla l’unico modo sia di pensare complicato. Invece bisogna fare proprio il contrario: pensare semplice.

— Insomma tocca comunque lavorare!

— Beh sì, almeno un pochino. Ma è divertente!

— Sì, sì... la mamma dice così anche dei broccoli, della pasta e fagioli, del fare la doccia e lavarsi i denti, dell’apparecchiare la tavola, del riordinare la stanza. Un divertimento...

— Fai almeno qualche prova, magari capita che poi comincia a piacerti davvero. Qui sotto ti scrivo qualche idea per pensare semplice.


1. trasforma tutto in numeri semplici. Quando il boccone è più grande della bocca, per mangiarlo è meglio dividerlo: altrimenti si rischia di fare pasticci. Da qualche parte si direbbe... òcio al pastròcio! Così, se ti capita di incontrare un numero antipatico, prova a dividerlo in numeri più simpatici e facili da calcolare. Ad esempio il Sette, che non è proprio un simpaticone, puoi pensarlo come un Cinque più un Due, che di solito si incastrano meglio nei calcoli. Se incontri un’operazione tipo «Cinque più Sette» e non ti viene subito in mente il risultato, la puoi trasformare in Cinque più Cinque più Due, e risolvi con numeri che si maneggiano un po’ meglio. A proposito... fa... Dodici!

Oppure il Tre lo puoi pensare come un Due e un Uno; il Nove come fosse quasi Dieci. Sì, puoi prendere in prestito un Uno e far finta che sia un Dieci. Fatto il conto, restituisci l’Uno, che ci vuole un attimo, e avrai il risultato esatto. Se il calcolo fosse Nove più Cinque... fai prima a fare Dieci più Cinque (che fa Quindici!) e poi a restituire l’Uno. Risultato: Quattordici!


Ti faccio una confidenza, noi processori dei computer per pensare semplice, anche conti difficilissimi, usiamo solo lo Zero e l’Uno. Trasformiamo tutto solo in questi due numeri. Ma noi siamo esagerati! Vengono dei calcoli lunghi che non basta un foglio intero per scriverli. Nessuno se ne accorge perché siamo velocissimi e poi cancelliamo tutto. Veloci come la luce. Un lampo! Ma noi andiamo a batteria. Tu che vai a pastasciutta devi chiedere aiuto anche a qualche altro numeretto semplice. 


2. nei conti a mente, prima il «bersaglio grosso», poi le «rifiniture». Per esempio: se devi contare a mente VentiQuattro più TrentaCinque, prima fai il conto delle decine... (VentiQuattro + Trenta = CinquantaQuattro), poi aggiungi le unità... (CinquantaQuattro + Cinque = CinquantaNove). CinquantaNove! E se ti avanza ancora qualcosa (riporti, prestiti, ecc.), questo è il momento di calcolarli! Come se facessi un’operazione separata. Una prova: VentiQuattro più TrentaNove. Prima le decine... (VentiQuattro + Trenta = CinquantaQuattro), poi le unità... (CinquantaQuattro + Nove = Cinquanta...Tredici!? = Cinquanta + Dieci + Tre = Sessanta...Trè).  SessantaTrè!

Se ci sono numeri più grandi, ad esempio con il Cento, fai prima le centinaia, poi le decine e dopo ancora le unità. Se ci sono solo unità, prova a iniziare il calcolo dai numeri più grandi. Ma attenzione...! Quando invece i conti non li stai pensando, ma li stai scrivendo, ordinati in colonna, devi fare sempre il contrario! Con il solito modo: partire dai più piccoli, quelli a destra!  


3. cerca scorciatoie e passaggi veloci. Ci sono dei numeri molto amichevoli ed anche potenti: come il Dieci, il Cinque ed anche lo Zero. Osservali per primi o prova a scovare dove si nascondono, vedrai che ti indicheranno la strada più corta e più semplice per fare i calcoli. Sono i guardiani dei passaggi veloci.

Il Dieci è potente perché di solito per contare si usa il sistema «Decimale», che vuol dire che ogni Dieci numeri succede qualcosa: si passa al livello vicino. Dieci numeri dopo il Trenta c’è il Quaranta, Dieci prima c’è il Venti. Dieci volte Dieci fa Cento, Dieci volte Cento fa Mille, ecc. Il Dieci è il capo: fa ordine e dirige il traffico.

Anche lo Zero è potente: serve a scrivere il Dieci! E il Cento, il Mille, il Milione... Oppure vuol dire «qui ci sono io, tutto a posto, non serve fare nulla».

Il Cinque è la metà esatta del Dieci, è come un appoggio per passare al livello accanto, al Dieci più vicino. È una linea di metà campo per capire se (e quanto) siamo più verso di qua o verso di là.


4. cerca i «Soliti numeri...», io li chiamo così. Facendo un po’ di pratica, infatti, scoprirai che ci sono dei numeri che vanno sempre a braccetto, e ogni volta, naturalmente, danno sempre lo stesso risultato. Quindi, se li riconosci non ti serve calcolare: sai già che somma fanno. Ci sono i «Soliti» che fanno Dieci: Cinque e Cinque, Sei e Quattro, Sette e Tre, Otto e Due, Nove e Uno. Ci sono i «Soliti» che fanno Nove: Cinque e Quattro, Sei e Tre, Sette e Due, Otto e Uno. È così per tutti i numeri. Ma basta saper riconoscere i «Soliti» fino al Dieci e si conta alla velocità di un missile. Non vorrai mica calcolare ogni volta Due più Due uguale Quattro, o Quattro più Quattro uguale Otto?


5. non fare la guerra ai numeri. Sono dei tipi un po’ particolari e un poco permalosi: a loro piace l’ordine e proprio non sopportano di ritrovarsi ingarbugliati nei calcoli. Purtroppo parlano solo in numerese, e qualche volta può capitare di non riuscire a capire subito cosa stanno dicendo. Ma se ci si sforza un poco di ascoltare le indicazioni che danno si scopre che ce la mettono tutta per risolvere. Se invece vengono maltrattati, trascurati o presi a cattive parole, se la prendono proprio e fanno degli scherzetti che vengono fuori degli scarabocchi terribili. Meglio, se si può, essere gentili e pazienti, come in tutte le cose, non solo in matematica!