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cookie policy di grafagrafa.it

Disposizioni in adeguamento alla normativa sui cookie


In conformità al provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali in merito a Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie, emesso con delibera n. 229 in data 8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014, e consultabile presso il sito del suddetto garante al presente link-», si informa di quanto segue:


Cookie in grafagrafa.it
Questo sito internet ospita gli utenti liberamente, senza finalità promozionali e senza raccogliere o analizzare dati personali di sorta.

Limitatamente alla sezione «Soloduecosette», l’accesso è vincolato alla lettura ed all’accettazione di una breve nota condizionale, e ciò per il solo  scrupolo di favorire/accertare la piena comprensione della natura dei contenuti raccolti in essa, peraltro non soggetti a speciali vincoli di diffusione. L’eventuale definizione dello stato di detta accettazione avviene attraverso un singolo cookie, apposto nei dati di navigazione dell’applicativo con cui l’utente accede al sito (tipicamente un browser). Esso reca, esclusivamente, un codice alfanumerico temporaneo che distingue in modo univoco l’accesso in atto: tecnicamente, identificativo di sessione. Il suddetto stato è trattato con automatismi anonimi e decade (unitamente al cookie) alla chiusura dell’applicativo.

Con simile modalità, un cookie recante tale identificativo sarà creato/utilizzato per la gestione della funzionalità di corrispondenza di «primo contatto» dal sito, specificatamente con finalità antispam.

I liberi utenti di questo sito non sono e non saranno soggetti ad altra formulazione o tipologia di cookie, riservandosi grafagrafa.it la facoltà di attivare in altre pagine il suddetto identificativo, unico per sessione, con assimilabili scopi funzionali.

Cos’è un cookie (trad. biscottino)?
Detto in breve, è una riga minimale di testo, con cui il server registra presso il client alcuni dati di navigazione. Poco più estesamente, si può chiarire che si tratta di una sorta di appunto informatico, di riferimento per interazioni successive, che viene aggiunto nel «registro» dell’applicativo con cui si accede al web: dunque con memorizzazione nel dispositivo utente. Si tratti di computer, tablet, smartphone... si acceda a blog, portali, applicazioni... è una modalità tecnologica che consente di tenere traccia, in modo «asciutto», di informazioni correlate alle azioni di «navigazione»: pagine visitate, oggetti od opzioni di selezione, testi digitati, specificazioni d’accesso.

Il provvedimento normativo citato in apertura distingue essenzialmente due categorie di cookie, in relazione ad intenzione e contenuti: cookie di «profilazione», tipicamente con finalità promozionali, di analisi e orientamento della navigazione, e cookie «tecnici», quali dati d’appoggio alle funzionalità presenti in siti, pagine o applicazioni. Del primo tipo è, ad esempio, la memorizzazione di chiavi di ricerca o di argomenti sollecitati dall’utente, dandone in questo modo disponibilità a «motori informativi» correlati, eventualmente presenti in pagine o in siti in cui ci si potrà trovare successivamente, orientandone così i contenuti. Ciò non sempre è bene, non sempre è male. Talora potrebbe infatti essere condizione utile ad integrare la ricerca o a specificare la navigazione, in altri casi potrebbe invece costituire gravame inopportuno, indesiderabile od invasivo. Del secondo tipo, i dati funzionali, è invece un esempio la registrazione dell’autenticazione, per l’utilizzo di aree, pagine o servizi soggetti ad accesso con credenziali (log-in), oppure la memorizzazione, fino all’invio, di quanto compilato in formulari od elenchi strutturati in più pagine, od ancora la marcatura, per fini diversi, di un identificativo univoco di sessione. 

Il provvedimento distingue poi tra cookie di provenienza diretta, istruiti ed utilizzati per scopi immediatamente attinenti le pagine/applicazioni frequentate, e cookie di terze parti, finalizzati alla gestione esterna ed eterogenea delle informazioni raccolte.


Considerazioni finali.
Utilizzi in questo sito a parte, che genera al più un unico cookie recante l’identificativo di sessione, quanto riportato rappresenta un quadro essenziale, non esaustivo, delle diversificate caratteristiche che possono qualificare i cookie. Essi, in sostanza, costituiscono una delle metodologie che consente di ovviare all’assenza di memoria di stato, caratteristica dei protocolli web: in altre parole, ricordano al web «dove l’utente era rimasto», e ciò in corrispondenza ai dati che il programmatore decide di registrarvi. Possono dunque essere caricati delle più varie informazioni, e con i più diversi scopi. Tuttavia, salvo gravi imperizie associate ad esercitata malafede, essi difficilmente giungono a configurarsi quali minaccia attiva.

In merito ai cookie, l’ultima parola è inoltre sempre dell’utente, presso il quale si trovano registrati: egli infatti, attraverso opportuna configurazione dell’applicazione con cui accede al web — in genere nella sezione «privacy» delle «preferenze» —, può impostare diversificati livelli di controllo, interazione e filtro dei cookie: sito per sito o globalmente.

A questo proposito, va fatto presente che metodologie fondamentali della programmazione web fanno comune ricorso, e più che legittimamente, al supporto dei cookie. Un approccio di strigente ed indistinta inibizione, sulla base della recente «demonizzazione» normativa, potrebbe pertanto pregiudicare la disponibilità o l’usabilità di molte valide risorse localizzate online, e limitare alcune pratiche di programmazione efficiente. Esistono insidie e flussi di dati assai più problematici dei cookie.

Come nella realtà fisica, così in internet, vi sono luoghi e situazioni di cui è prudente evitare l’esperienza. Ciò non implica che non si possano, con saggezza, instaurare comuni relazioni con il mondo.