grafagrafa.it · materiale e immateriale grafico

sito alieno di comunicazione visiva
ed umanismi contemporanei

grafagrafa.it ???  cosa, come, perché

Presentazione di grafagrafa.it

Uno spazio per esprimere, promuovere, stimolare... cose di grafica e comunicazione visiva

Accumulato ormai significativo tempo sui temi del mestiere, e attigui, è parso ne potesse scaturire qualche contributo con valenza d’utilità, da condividere anche attraverso la rete.

Di seguito, nel descrivere il quadro in cui si collocheranno i materiali che ci si propone di pubblicare di qui a venire, si tratteggiano alcune tipicità tematiche e alcune questioni, che insieme sostanziano e hanno suggerito l’avvio di questo progetto. Così la presentazione del sito è al contempo occasione per estendere un primo intervento di carattere generale.

Tematiche e referenti.
Dando corpo a queste pagine vi è consapevolezza che lo specifico (ma anche il senso) di molte di esse potrà risultare compiutamente presente soltanto ad una frazione di quanti, più o meno per accidente, dovessero accedervi, talora anche quando nominalmente avvezzi agli argomenti dei quali capiterà di trattare. Infatti, pure se di questi tempi la diffusione e il numero delle professionalità nel campo della comunicazione visiva potrebbe apparire in inarrestato incremento, la questione è invero assai meno stereotipata di quanto può trarsi dalla frequenza di corsi ad usum delphini così come dal «rovistare» in talune applicazioni software. — Ah, le cattive compagnie! — La chiave, infatti, è nel soggetto, non nell’oggetto, anche se il moltiplicarsi di etichette disciplinari e tecnologie potrebbe indurre ad ingannevole inversione; e non vi sono menù a tendina, decaloghi o esotici «guru» che possano banalizzare o condensare in prassi schematica la complessità del soggetto che la comunicazione coinvolge: l’uomo e il suo pensiero.

Bene quindi chiarire in modo esplicito che, per contenuti e forme, questo non potrà mai rendersi un sito del tutto «amichevole»: di fruizione immediata, facile e veloce per la generalità degli utenti. Ciò almeno nella sua matrice principale, né tale requisito è parte di quelli assunti qui come prioritari. Invero, su alcuni temi la riflessione si rivolgerà esplicitamente  — e sensatamente — ad un’utenza d’area ampia, con trattazione dunque divulgativa. La parte maggiore delle risorse, per la natura multi inclusiva, frastagliata, minuta e «fragile» del complesso disciplinare di pertinenza, potrà tuttavia trovare difficilmente ragione nella riduzione di un approccio basico, asciutto e web compliance.

Similmente, si riterranno altre ed eventuali le sedi di confronto e di sviluppo partecipato: per ora non saranno quindi attivate modalità «sociali», per commenti od interazione diretta. Per necessità costitutive questo sarà viceversa luogo di espressione monodirezionale: una caratteristica parzializzante, che tuttavia ragione alcuna impone vincolata al monologo o alla reiterazione tematica. Anzi, ci si augura di aver modo di proporre nel tempo una selezionata varietà di contributi, eterogenei per autore, per lettura e per focalizzazione.

 
Interfaccia grafica.
Particolare aderenza al «mezzo» si è osservata nel declinare le qualità d’interfaccia, in ragione delle diverse caratteristiche dei potenziali dispositivi di fruizione del sito. Ma ciò senza ansie da rincorsa tecnologica: in altre parole, accettando la possibilità di dar seguito a tale proposito con certo margine di tolleranza. Frequentemente, infatti, sono artati condizionamenti commerciali, a favore di uno o dell’altro ecosistema, ad indurre la disorganica evoluzione dei supporti di visualizzazione, cui non si intende dunque aderire «a prescindere». Nel curare l’interfaccia si è inoltre sperimentata la rievocazione di elementi connotativi tradizionali — soprattutto tipografici e di rapporti/cicli cromatici — integrandoli, per quanto possibile, nel rinnovato mezzo. L’attenzione non è rivolta tanto al dato esteriore tal quale, quanto a ragioni di sostanza.


Motivazioni e metodi.
Ma quale la motivazione, quali i referenti? Semplicemente condividere spunti, più o meno soggettivi, a proposito di talune sparse questioni di grafica e comunicazione visiva, che nel sapere e nell’uso diffuso si riscontrano spesso avvilite, oggetto di fraintendimento, di approssimazione, di ignoranza e, non da ultimo, di celate avverse tendenze. Per esser chiari con qualche parziale esempio: l’inconsulto utilizzo delle font in testi e grafiche, l’anglicizzazione, o peggio, la «interfacizzazione» — si passi il termine — dell’ortografia, l’appiattimento stereotipato sulle funzionalità software del momento, ecc.

Più in generale, ciò troverà concretezza nel palesare elementi e meccanismi che, pure sottesi alla generalità dei modi della comunicazione mediata dall’elemento grafico, risultano spesso ignorati nel loro specifico contributo di valenza, con pregiudizio diffuso delle qualità di fruizione, e di lì innesco ciclico vizioso di ripercussioni in ambito creativo e produttivo. È nata prima la cattiva grafica o l’ignaro fruitore? Forse la prima.

Altro tipo di interventi si proporrà di suggerire tracce d’approccio ad alcune delle molte sfaccettature della vasta disciplina. Anche qui con visione da distinte prospettive: della creazione, della produzione, della committenza, dell’utilizzo; a sottolineare le rispettive attinenze e polarità, e le più o meno diffuse ed auspicabili prassi. Non si tratterà però di un repertorio di vademecum, ma di mirati elementi di riflessione, quand’anche pratici. Diverrà progressivamente parte di essi una selezione di fonti, bibliografie, link e riferimenti di varia natura.


Laboratorio.
La sezione destinata ai contatti professionali propone un’opportunità per tradurre in esito fisicamente concreto quanto è detto teoricamente nelle pagine del sito. Essa si rivolge ad una potenziale committenza che dovesse riscontrarvi una metodologia congruente con il proprio interesse e la propria predisposizione: questo il luogo depositario di chiarimenti di ordine generale e pratico, ed il canale per avviare eventuali collaborazioni o richiedere servizi.

A tale riguardo, si fa presente che, in controtendenza alla sempre più diffusa prassi, serietà impone di non gestire le interazioni con criteri di automatismo, poiché tale modalità implica inevitabilmente margini di indeterminazione, comunque dannosi per il committente e l’opera. Non esistono lavori identici, non esistono lavori banali, esistono però i lavori inutili o mal dimensionati. Una produzione ottimizzata è sempre di vantaggio: per costi, qualità ed efficacia. Talora specificazioni di dettaglio, anche minime, si possono rivelare grandemente produttive.


Contesti della comunicazione.
Una precisazione in merito alla sezione «Soloduecosette»: pur partecipando della medesima struttura del corpo tematico principale del sito, essa fa caso a sé, distinto e indipendente. Qui, eterogenea serie di interventi — più o meno estemporanei ed assolutamente soggettivi — può ritenersi correlata ai temi portanti, in quanto rappresentazione di parcelle del contesto reale in cui si esplica il flusso della comunicazione: luogo fisico e culturale in cui trovano richiesta, si dispongono ed applicano le produzioni mediali. L’attenzione all’ambito, alla radice e al frutto, e soprattutto alle tendenze e alle tensioni che in esso si esercitano, alla loro percezione ed interpretazione individuale, costituisce elemento imprescindibile nell’analisi e nella produzione dei flussi comunicativi.


Obiettivi.
Il sito eviterà di rincorrere artatamente l’accumulo di visite, tantomeno il consenso o la propagazione di «predisposte» idee. Obiettivo raggiunto sarà eventualmente l’essere riusciti a produrre, in qualche lettore, uno stimolo fruttifero di istanze personali di progressione nell’approccio alla materia. Riflessioni artigianali, quelle che si propongono — s’intenda! —, senza pretesa alcuna di porsi ex cathedra. Esito, semplicemente, di appassionata attenzione a temi e questioni che, per epocale evoluzione di tecnologie e costumi, si ritiene il tempo attuale solleciti; non solo per i livelli alti di pensiero, ma per la generalità dei fruitori e degli artefici della comunicazione visiva. Realisticamente oggi è difficile ipotizzare significative inversioni di tendenza nei metodi, ma la consapevolezza dei meccanismi è mèta da ritenersi ancora perseguibile.


Il nome.
A conclusione una nota sul nome scelto per questo progetto e questo dominio, il quale esattamente ne identifica lo spirito e il contesto tematico. Elementi di sonorità, di tipicità e di attenzione a parte — peraltro sostanziali nelle questioni di naming — il sito, occupandosi della comunicazione mediata dall’elemento grafico, e in particolare grafo-alfabetico, trova compiutamente in «graf(a)grafa» l’espressione identificativa del suo campo d’attenzione: le componenti scritte e le correlate «a-grafa», non scritte appunto, queste ultime non necessariamente meno esplicite e certamente non meno significanti. Come in ambito orale il flusso della comunicazione non può intendersi ridotto al solo parlato, ancor di più nei contesti mediali grafici la componente «tracciata» non è l’unico veicolo di trasmissione. Pieni e vuoti, segni e scansioni, declinazioni formali e corrispondenze contestuali recano congiuntamente il messaggio, in ragione di codici sedimentati e di strutture attese.


Così le linee generali e il senso; le «buone maniere» imponevano non tanto una spiegazione — il lettore la troverà eventualmente in queste nostre pagine — ma, doverosamente, una presentazione. L’impegno è ambizioso, le risorse per definizione limitate, così ci si avvierà pian piano: questa però è la strada.

 

 

la redazione