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grafagrafa blu
Esercizi dedicati alla discalculia

In Grafagrafa blu, qualche tempo fa sono state aggiunte tre nuove serie di attività matematiche, liberamente accessibili: «Mate quanti», «Mate quale» e «Mate guarda e calcola». Queste ultime ancora con specifica focalizzazione sulla discalculia, tuttavia con graduazione progressiva che ai livelli maggiori ne estende interesse a bacino d’utenza più ampio.

Per motivi evidenti, esse sono destinate a miglior fruizione su dispositivi con ampiezza di visualizzazione non eccessivamente risicata (da tablet in su, per intenderci); non manca però la possibilità di sfruttarle anche a dimensioni/risoluzioni contenute, così come tutto il sito. Egualmente si dà priorità alla miglior resa su browser «liberi» (es. Firefox), pur salvaguardando l’accessibilità con quelli «proprietari» di maggiore diffusione.

Più recentemente, in relazione all’analisi d’uso, è stata operata una parziale ridefinizione dei meccanismi di interazione: sintetizzando alcune sequenze, automatizzandone altre, condensando la composizione (il layout) ed agevolando i controlli sugli schermi tattili (touch screen).

Si tratta di una sperimentazione in divenire, alla ricerca del migliore equilibrio tra lo specifico (e spesso speculare) indotto, correlato ad una azione più rapida o, viceversa, maggiormente scandita. Semplificare e fluidificare e, per il verso opposto, ridurre gli appigli all’innesco di automatismi meccanici e compulsivi. In altre parole «il gioco», l’interazione, è sanissimo che infine si estingua per noia o per prevedibilità (invero quest’ultima obiettivo implicito), piuttosto che si alimenti indefinitamente di rinnovate attrattive, ineluttabilmente ansiogene. Fattori tecnologici a parte (di dispositivo, di codifica, ecc.), pure pertinenti, la questione impone la mediazione di contrastanti specifiche misure: dove serve coinvolgere e spingere, dove ribadire e sedimentare, dove focalizzare sullo schema e sulla posizione rispetto al contesto. Ovviamente, come è regola della buona comunicazione grafica, agendo sulla sostanza più che in superficie, con trasparenze piuttosto che con sottolineati accenti. Almeno... questa è la nostra interpretazione del tema.

A margine, annotiamo che il «gatto» che commentava alcuni nostri esercizi momentaneamente è andato a farsi un giro altrove, ma non è detto che il birbante non ritorni. Si sa, i gatti son fatti così.




ultimo articolo pubblicato nella sezione  Tipo&grafica


Questioni controverse e aperte

Spunti e riflessioni conclusive della seconda sezione

 
2.8 questioni controverse e aperte
Sottolineature di sintesi e qualche disordinato appunto di lavoro.
Alla fine di questa seconda sezione de La forma delle parole, dedicata a nature e tipologie scrittorie e in particolar modo alfabetiche, ecco che alcune considerazioni possono essere espresse con pienezza di significato. Si indirizzano, in specie, a chi avesse avuto interesse e perseveranza di leggere fin qui. In un certo senso, è uno sporgere il testimone avanti, oltre questa nostra «era di mezzo».

   … continua in sezione tipo&grafica